Un po’ di storia

Due parole per spiegare brevemente l’orogenesi delle Dolomiti, una complessa evoluzione che in poche parole non può essere chiaramente dettagliata, ma che può dare l’idea del loro innalzamento.

Tutti sappiamo che là, dove ora ci sono le nostre Dolomiti, una volta c’era un mare caldo e tropicale….

L’ inizio della storia delle Dolomiti risale appena a 250 milioni di anni fa, quando la natura iniziò un lungo lavoro costruendo questi monti ponendo prima le fondamenta fino al momento in cui i colossi di roccia emersero come cattedrali dalla Tetide, l’antico Mediterraneo. Per millenni un sole quasi tropicale arse sul paesaggio di rocce desolate, lungo la sponda meridionale del Mare della Tetide, il mare compreso tra il continente euroasiatico e quello africano. Tempeste di vento ed un clima desertico impedirono lo sviluppo di qualsiasi forma di vita. In questo arido paesaggio privo d’acqua vegetarono soltanto sporadiche oasi di araucarie ad alto fusto, antenate delle odierne conifere. Le zone costiere meridionali della Tetide cominciarono ad abbassarsi e furono invase dal mare, dando luogo sul fondo del mare ad una depressione a forma di bacino nella quale si depositarono sabbie alluvionali, ghiaie, argille, gessi e calcari. Sui rilievi e sui loro fianchi, organismi corallini costruivano intanto banchi e scogliere. Gli scheletri e gusci calcarei di miriadi di minuscoli organismi che popolavano le calde acque del mare si ammassarono lentamente sul fondo, generando, in milioni di anni, strati di bianchi calcari e di marne grigiastre. Si susseguirono poi una serie di fenomeni ambientali che cambiarono e sconvolsero l’allora aspetto morfologico dell’attuale area dolomitica, che suddivisero in blocchi da grosse fratture dando avvio ad un lento ma inesorabile sprofondamento, detto subsidenza. Man mano che i fondali della regione si abbassarono aumentando la profondità, la produzione di carbonato di calcio da parte degli organismi fu talmente abbondante che le “scogliere” riuscirono a rimanere costantemente a pochi metri di profondità, condizione necessaria per la vita di alghe e coralli. La produzione e l’accumulo locale di sedimento carbonato furono perciò in grado di rimanere a pari passo con la subsidenza. Durante il Ladinico, due fattori concomitanti quali la subsidenza e l’elevata produzione di sedimento da parte di organismi diedero origine all’innalzamento di imponenti edifici calcarei e si determinò una forte differenziazione batimetrica tra tali banchi e i fondali marini. Ed ecco le Dolomiti, in poche parole, troppo poche per raccontare una formazione così immensa generata da un mare tropicale. Chiaramente ci sono molti aspetti che caratterizzano i gruppi dolomitici, determinati da differenti organismi che popolavano il mare tropicale, piuttosto che altri fattori che ne conferirono le peculiarità odierne formatesi in ere geologiche distinte tra loro.

Pubblicato da Francesca

Amante delle Dolomiti, di Venezia e dei gatti, fotografa amatoriale, mi occupo di comunicazione per AVM S.p.A, Società Veneziana della Mobilità. Sono una scrittrice in erba e amo portare avanti i miei sogni. Mamma di due pesti di quasi sette anni e compagna di Jacopo, dolomitico come me!

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